Omaveloxolone benefici, prezzo e aggiornamenti

Omaveloxolone benefici, prezzo skyclarys AISA Nazionale ODV

In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, il 28 febbraio 2025, si è tenuto un importante evento informativo online, con la partecipazione di esperti del settore per aggiornarvi sugli ultimi sviluppi scientifici e terapeutici. Durante l’evento, gli esperti hanno condiviso aggiornamenti sulle nuove forme di atassia spinocerebellare SCA identificate, sulle terapie in fase di studio, sulle collaborazioni internazionali volte a migliorare la qualità della vita dei pazienti (leggi l’articolo dedicato) e un importante aggiornamento sul farmaco Skyclarys (Omaveloxolone) per l’Atassia di Friedreich.

 

In questo articolo riporteremo l’intervento della Dottoressa Caterina Mariotti che ha fornito un aggiornamento sul farmaco Skyclarys (Omaveloxolone) per l’Atassia di Friedreich, analizzando il percorso di approvazione, i criteri di somministrazione e i prossimi passi per l’accesso al trattamento in Italia. Argomenti principali di questo articolo:

  • percorso di approvazione del farmaco Skyclarys (Omaveloxolone)
  • criteri di somministrazione del farmaco a base di Omaveloxolone
  • prossimi passi per l’accesso al trattamento del farmaco Skyclarys in Italia
  • Omaveloxolone benefici
  • Skyclarys prezzo attuale

Le malattie rare e l'Atassia di Friedreich

Omaveloxolone benefici, skyclarys prezzo e aggiornamenti AISA Nazionale ODV

Le malattie rare sono state definite dalla Comunità europea come le malattie che hanno una incidenza inferiore a 1 su 2 000 abitanti e in particolare l’atassia di Friedrich si manifesta in 1 persona su 50 000 quindi è una malattia ultra rara. Ciononostante, non sono pochi gli ammalati e non sono pochi i medici, i ricercatori e le aziende farmaceutiche che oggi che se ne occupano.

 

Le malattie rare sono più di 6000 e riguardano tutto il campo della medicina. Le malattie neurologiche sono circa il 50% delle malattie rare, ed i neurologi sono fra i medici che si occupano di più di queste malattie frammentate in diverse classificazioni sia genetiche che non genetiche.

 

Gli avanzamenti della genetica hanno fatto sì che si riesce a fare una diagnosi precisa e in tempi più rapidi di quanto non succedesse in passato, ma ancora oggi per molti pazienti non si conosce la diagnosi genetica, e per questi dobbiamo lavorare intensamente perché in mancanza di una diagnosi precisa e anche difficile poter accedere alle sperimentazioni cliniche.

Atassia di Friedreich: ricerca e sperimentazioni

Nel 1996 quando abbiamo avuto la notizia della scoperta del gene dell’atassia di Friedrich, ci aspettavamo che nel giro di pochi anni gli avanzamenti della ricerca portassero rapidamente a una cura. Purtroppo non è stato così ma è anche vero che in questi anni, non siamo stati con le mani in mano. Di strada ne abbiamo fatta tantissima. E poi, soprattutto, abbiamo cominciato a fare rete con altri specialisti, sia italiani sia in Europa sia a livello mondiale. Abbiamo adesso a disposizione i registri di malattia che ci servono per capire sempre meglio come progredisce la malattia, quali sono le particolarità quali sono le eccezioni e quali sono i modi migliori per trattarla, anche se non ancora per guarirla.

 

Detto ciò focalizzandoci sempre sull’Atassia di Friedreich nel corso degli anni sono state fatte tante sperimentazioni (presenti sul sito web della FARA, una delle associazioni che si occupa esclusivamente di atassia di Friedreich). Sul sito della FARA così come sul sito AISA (nella pagina dedicata all’Atassia di Friedreich), sempre molto aggiornato, trovate l’elenco dei farmaci in sperimentazione e di ciascuno viene indicato in quale fase di sperimentazione si trova. Molti farmaci sono ancora in una fase preclinica che vuol dire che ancora non interessano gli esseri umani sono ancora in laboratorio su cellule o su modelli animali.

 

Ci sono poi farmaci che sono attualmente sperimentati nell’ambito di trial clinici ma non ancora approvati e, infine,  sono indicati i farmaci per i quali c’è l’autorizzazione alla vendita e alla messa in commercio.

Skyclarys (Omaveloxolone): il primo farmaco approvato

Uno solo è il farmaco che è arrivato ad essere approvato sia dall’ente regolatorio americano (FDA), sia da quello europeo (EMA): stamo parlando dell’Omaveloxolone. Omaveloxolone è stato provato per la prima volta sull’uomo nel 2017. E’ stato somministrato inizialmente a pochi pazienti per 12 settimane. I pazienti hanno ricevuto dosaggi diversi tra di loro per capire quale fosse il dosaggio meglio tollerato. Ancora non si potevano stimare effetti positivi sulla malattia, perché 12 settimane di tempo erano troppo poche per osservare differenze cliniche significative. Comunque, il dosaggio che è sembrato migliore era quello di 160 milligrammi al giorno.

 

La seconda sperimentazione ha testato il dosaggio di 150 mg al giorno di omaveloxolone, su un numero di pazienti molto più grande (circa 80 pazienti). Per poter arrivare a questo numero di pazienti sono stati coinvolti diversi centri nel mondo e quindi anche 3 centri Europei tra cui l’Istituto Besta.

Omaveloxolone benefici e prezzo skyclarys

Come mai sono necessari tanti centri nel mondo per effettuare questo studio? Non è perchè non abbiamo 84 pazienti in un singolo centro, ma per il fatto che non tutti i pazienti possono entrare nelle sperimentazioni, ma solo una percentuale molto ristretta che corrisponde a una categoria di pazienti selezionati perché abbiano tutti le stesse caratteristiche

 

I pazienti sono stati  selezionati in maniera specifica per l’età (superiore o uguale a 16 anni)  e gravità clinica (punteggio alla scala mFARS minore di 80 punti). Poi, i pazienti sono stati assegnati in maniera casuale al trattamento con omaveloxolone o al trattamento con placebo. La scala mFARS (scala modificata per l’atassia di Friedreich) è usata in molti centri che si occupano di questa patologia. Questa scala ha 93 punti: da 0 a 93. Zero vuol dire nessun sintomo, 93 punti significa che sono presenti i sintomi più gravi di tutti.

 

Dall’inizio della sperimentazioni i pazienti assegnati al farmaco hanno avuto una diminuzione di 1,6 punti in un anno, e i pazienti non trattati hanno avuto un peggioramento di circa 1 punto. Tra i 2 gruppi, contando che uno è peggiorato di 1 e l’altro è migliorato di 1,6 la differenza finale è di circa 2 punti.

 

I dati sono stati presentati all’FDA a maggio del 2022 e a Febbraio del 2023 negli Stati Uniti, l’FDA ha approvato il farmaco per i pazienti di età superiore a 16 anni. Il limite di età è dovuto al fatto che il disegno dello studio della sperimentazione prevedeva che solo pazienti che avessero un’età superiore a 16 anni potessero partecipare. Ovviamente il sistema sanitario in America è fornito da assicurazioni private, e quindi sono stati messi in trattamento solo pazienti la cui assicurazione ha permesso l’acquisto del farmaco che, come sapete, ha un costo di più di 300 000 dollari a paziente all’anno.

Skyclarys: accesso al farmaco in europa

Farmaco Skyclarys prezzo, Omaveloxolone benefici e aggiornamenti AISA Nazionale

In Europa, invece, la richiesta di approvazione di Skyclarys (omaveloxolone) è stata fatta a novembre del 2022 e l’approvazione della Commissione europea è arrivata a febbraio del 2024.

 

Alcuni Paesi hanno cominciato subito, come la Germania e la Francia, altri paesi ancora non hanno avuto nessun decreto. Il nostro ente regolatorio per i farmaci, AIFA, ha fatto un primo passo nel luglio 2024, con il via libera alla dispensazione attraverso la legge 648.

 

Questa approvazione provvisoria prevede il trattamento per i pazienti che hanno caratteristiche simili a quelle dei pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione, quindi età superiore ai 16 anni e scala clinica mFARS con punteggio inferiore a 80 punti. 

 

Ora si attende che AIFA faccia una valutazione completa di quelle che sono le caratteristiche del prodotto, il costo finale e ed eventualmente il foglietto illustrativo completo e definitivo.

Omaveloxolone: limitazioni, età per l'accesso e criticità

Il fatto che alcuni pazienti più giovani (14 – 15) anni non possono assumere il farmaco può essere visto come un grave svantaggio. Infatti ragazzi giovani soggetti che potrebbero magari beneficiare di Skyclarys nelle fasi precoci di malattia devono invece aspettare di avere 16 anni. Questa scelta di AIFA deve essere interpretata come motivo di protezione, perché non essendoci dati di sicurezza su questi pazienti più piccoli, ci si preoccupa prima di tutto della salvaguardia della loro salute. Non ci sono dati sui minori di 16 anni e quindi in questo momento non siamo sicuri che il farmaco possa essere somministrato.

 

Ci sarà presto una sperimentazione che coinvolgerà l’Ospedale Bambin Gesù e anche il Besta proprio per valutare l’efficacia e la sicurezza nei bambini più piccoli.

 

Sulla Gazzetta ufficiale quando è stata approvata la somministrazione di omaveloxolone, luglio del 2024 sono stati anche descritti i criteri che i medici devono seguire per la dispensazione di questo farmaco che sono del tutto di precauzione. Per questo sono esclusi soggetti di età sotto i 16 anni e soggetti che presentano una gravità clinica con punteggio della scala superiore a 80 punti. Infatti, non c’era nessun paziente sottoposto alla sperimentazione avente queste caratteristiche.

Altri motivi di preoccupazione, e quindi di precauzione , sono stati alcuni dati di laboratorio che riguardano la funzione renale, la funzione cardiaca e la funzione epatica.

 

La presenza di cardiopatia, il dato renale e il dato epatico, sono elementi essenziali per la sicurezza. Questo farmaco infatti provoca quasi sempre degli innalzamenti degli enzimi epatici.

 

Dopo che il decreto AIFA è apparso sulla Gazzetta Ufficiale a luglio 2024 cos’è successo?

 

Ciascuna Regione ha dovuto organizzarsi per definire il livello di spesa e i centri autorizzati alla prescrizione. Le regioni hanno identificato quali fossero gli ospedali e i centri che avrebbero potuto fare la prescrizione e la dispensazione. La situazione é molto diversa da Regione a Regione. Quindi ci sono regioni dove il medico fa la prescrizione con il piano terapeutico e poi la farmacia territoriale provvede a fornire il farmaco al paziente.  Altre regioni, come la Lombardia, dove è stato identificato un centro  unico sia per la prescrizione sia per la dispensazione. Quindi l’acquisto e la distribuzione del farmaco avviene in un unico centro.

 

Sarebbe auspicabile che una volta che si possa uscire da regime di  648,  questo farmaco diventi prescrivibile come qualunque altro farmaco e che i pazienti possano trovarlo senza difficoltà nella farmacia vicino a casa

 

All’Istituto Besta abbiamo cominciato la dispensazione del farmaco a settembre 2024. Come atteso, molti pazienti hanno avuto un innalzamento degli enzimi epatici che ci hanno costretto a  ridurre o sospendere temporaneamente il farmaco. Nei prossimi mesi e anni, si studieranno meglio sia gli effetti  collaterali sia i benefici clinici in una popolazione di pazienti molto più grande di quella che ha partecipato alle sperimentazioni. Questo ci permetterà di capire sempre meglio come utilizzare il farmaco e quali benefici possiamo aspettarci.

Dott.ssa Mariotti
Neurologa dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano

Immagini di Freepik

AISA nazionale ODV e Prospettive future

Trattamento dell'atassia spinocerebellare SCA, che cos'è, cura e psicologia

La ricerca non si è fermata e che sono in corso ancora nuove e diverse sperimentazioni per l’Atassia di Friedreich, per poter raggiungere risultati sempre migliori e ottenere finalmente una cura efficace per questa malattia.

 

AISA, l’Associazione Italiana Sindromi Atassiche, è da anni un punto di riferimento per pazienti e famiglie, offrendo supporto, sensibilizzazione e risorse fondamentali a rallentare l’avanzamento della malattia. Attraverso la raccolta fondi e il finanziamento della ricerca, contribuiamo attivamente allo sviluppo di nuove terapie, favorendo la collaborazione con esperti e istituzioni scientifiche. Grazie al nostro impegno e al vostro supporto, la speranza di trovare cure efficaci per l’atassia diventa sempre più concreta. Uniti, possiamo fare la differenza.
Insieme possiamo fare la differenza.

 

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A Pasqua regala la speranza

Un gesto di solidarietà può cambiare delle vite. Con la Colomba Solidale Aisa, firmata Borsari, supporterai la ricerca e la riabilitazione dell’Atassia, una malattia genetica rara neurodegenerativa. Lotta al nostro fianco: aiutaci a donare un futuro migliore a chi soffre questa condizione, insieme possiamo fare la differenza.

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